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Se non volete gettare 2 soldi per email che poi non funzionano sul dominio principale usato da anni, leggete con attenzione.
Qualche consiglio!
Tempo fà avevamo parlato di PEC
pec e una realtà tutta e solo italiana/
evidenziando alcune stranezze sulla medesima a livello legale e burocratico.
Da qualche tempo i blog del settore, gli illuminanti, non stanno più seguendo la vicenda e a breve, da quanto sembra, alcuni dovranno obbligatoriamente decidere come e dove attivare la PEC per il proprio studio professionale.
Quell’articolo era stato concluso con la frase:
Perchè noi non la offriamo?
Perchè per offrirla, come fanno molti ns competitor, dobbiamo attivarci presso un fornitore PEC accreditato e pertanto diventare rivenditori.
Se proprio dovessimo scegliere un fornitore si attiverebbe il contratto presso coloro che sono stati all’avanguardia in questo settore e hanno una
struttura consolidata a livello di PEC..chi sono questi? sono, ahimè..mi dispiace dirlo, quelli di aruba
Purtroppo siamo arrivati al “dunque” e dovendo andare incontro alle esigenze
dei ns clienti, stiamo pensando che fare… E’ dura ingoiare il boccone del rivendere il servizio. Vedremo che fare a anno nuovo.
A titolo informativo
Le possibilità di attivazione sono:
1) attivare caselle di posta su dominio di secondo livello
(email@nomedominio.it)
2) attivare caselle di posta su dominio di terzo livello
(email@pec.nomeodminio.it)
Il ns consiglio è di attivare caselle di posta su dominio di terzo livello per un semplice fatto, dedicare la PEC a determinati indirizzi di posta senza intaccare in nessun modo la funzionalità di caselle di posta già esistenti sul dominio di secondo livello
Esempio pratico
Ho un dominio con 5 caselle di posta già funzionanti col metodo traidzionale.
Desidero certificare il dominio. Nel momento in cui decido di certificare il dominio le caselle di posta cesseranno di funzionare e per poterle far funzionare sarà necessario chiedere la certificazione anche per queste 5.
Ogni email che vorrò creare successivamente per questo dominio, dovrò per forza farle certificare.
Dal momento della certificazione queste email non saranno più funzionanti sui ns server, non saranno più gestibili dal ns webmail, ma si dovrà utilizzare
un secondo webmail, una diversa impostazione sul proprio client di posta.
Quanto su indicato potrebbe essere semplificato se il dominio su cui si far attivare la cetificazione è un nuovo dominio, ma se è un dominio già esistente, potrei crearmi dei problemi importanti. Se su quel dominio ho 50/80 caselle di posta aziendali, il danno che vado a crearmi sarà “interessante”.
Consiglio, come da punto 2.
Chiedere l’attivazione di un dominio di terzo livello( esempio pec . dominio . it) e chiedere la certificazione su dominio di terzo livello.
In questo modo non intaccherò il funzionamento delle caselle di posta già attive e soprattutto non sarò limitato nel creare caselle di posta sul dominio
principale.
In questo modo la spesa sarà limitata, il danno sarà inesistente.
Quando attivo la PEC su (es) pec.dominio. it, dovrò farmi fornire dal certificatore la configurazione named da far inserire sul server dove è presente il dominio principale.
Tutto qui.
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Tempo fà avevamo parlato di PEC
pec e una realtà tutta e solo italiana/
evidenziando alcune stranezze sulla medesima a livello legale e burocratico.
Da qualche tempo i blog del settore, gli illuminanti, non stanno più seguendo la vicenda e a breve, da quanto sembra, alcuni dovranno obbligatoriamente decidere come e dove attivare la PEC per il proprio studio professionale.
Quell’articolo era stato concluso con la frase:
Perchè noi non la offriamo?
Perchè per offrirla, come fanno molti ns competitor, dobbiamo attivarci presso un fornitore PEC accreditato e pertanto diventare rivenditori.
Se proprio dovessimo scegliere un fornitore si attiverebbe il contratto presso coloro che sono stati all’avanguardia in questo settore e hanno una
struttura consolidata a livello di PEC..chi sono questi? sono, ahimè..mi dispiace dirlo, quelli di aruba
Purtroppo siamo arrivati al “dunque” e dovendo andare incontro alle esigenze
dei ns clienti, stiamo pensando che fare… E’ dura ingoiare il boccone del rivendere il servizio. Vedremo che fare a anno nuovo.
A titolo informativo
Le possibilità di attivazione sono:
1) attivare caselle di posta su dominio di secondo livello
(email@nomedominio.it)
2) attivare caselle di posta su dominio di terzo livello
(email@pec.nomeodminio.it)
Il ns consiglio è di attivare caselle di posta su dominio di terzo livello per un semplice fatto, dedicare la PEC a determinati indirizzi di posta senza intaccare in nessun modo la funzionalità di caselle di posta già esistenti sul dominio di secondo livello
Esempio pratico
Ho un dominio con 5 caselle di posta già funzionanti col metodo traidzionale.
Desidero certificare il dominio. Nel momento in cui decido di certificare il dominio le caselle di posta cesseranno di funzionare e per poterle far funzionare sarà necessario chiedere la certificazione anche per queste 5.
Ogni email che vorrò creare successivamente per questo dominio, dovrò per forza farle certificare.
Dal momento della certificazione queste email non saranno più funzionanti sui ns server, non saranno più gestibili dal ns webmail, ma si dovrà utilizzare
un secondo webmail, una diversa impostazione sul proprio client di posta.
Quanto su indicato potrebbe essere semplificato se il dominio su cui si far attivare la cetificazione è un nuovo dominio, ma se è un dominio già esistente, potrei crearmi dei problemi importanti. Se su quel dominio ho 50/80 caselle di posta aziendali, il danno che vado a crearmi sarà “interessante”.
Consiglio, come da punto 2.
Chiedere l’attivazione di un dominio di terzo livello( esempio pec . dominio . it), chiedere la certificazione su dominio di terzo livello
In questo modo non intaccherò il funzionamento delle caselle di posta e soprattutto non sarà limitato nel creare caselle di posta sul dominio
principale.
In questo modo la spesa sarà limitata, il danno sarà inesistente.
Quando attivo la PEC su (es) pec.dominio. it, dovrò farmi fornire dal certificatore la configurazione named da far inserire sul server dove è presente il dominio principale.
Tutto qui.
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Oggi è in produzione la nuova release del ns pannello EPP.
Siamo lieti di informare che tutti coloro che vogliono rivendere domini .it potranno farlo senza rendere pubblico l’indirizzo serverweb.net bensì utilizzare un proprio link dominio.
Diamo la possibilità ai nostri rivenditori di utilizzare il nostro sistema sincrono con il loro nome dominio.
Quindi i vostri clienti accederanno alla procedura di Registrazione/Trasferimento dominio .it con un vostro indirizzo
(per esempio epp.mionome.it).
Inoltre sarà anche possibile personalizzare le pagine con un proprio logo e un piè pagina (dati aziendali ed eventuali riferimenti).
Grazie a questa procedura dopo aver ordinato il dominio sul nostro sito, il rivenditore potrà consegnare il link personalizzato al cliente per la compilazione on-line delle LAR.
Per questo servizio, totalmente gratuito per i nostri rivenditori, abbiamo bisogno di alcune informazioni:
- Logo di dimensioni massime 80 x 250 pixel (preferibilmente in formato
png)
- Scelta del colore della sfondo (blu “serverweb” o bianco)
- Informazioni da inserire a piè pagina
- Nome dominio al quale legare il servizio (esempio epp.miodominio.it)
Servirà eseguire un cname da (es) epp.dominio.it al ns epp
Il servizio è rivolto ai ns rivenditori di piani hosting, a rivenditori di domini .it che abbiano un credito prepagati attivo.
A breve sarà possibile attivare il servizio anche per società che hanno un proprio gestionale WHMCS
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Ringraziamo la redazione di HostingTalk e Stefano Bellasio, per la interessantissima recensione fatta su uno dei nostri servizi.
(abbiamo aggiunto due piccole note)
Indice
* Caratteristiche del piano hosting
* Connettività e uptime del piano shared hosting Serverweb.net
* Assistenza Serverweb.net
* Software e pannello di controllo cPanel
* Stress test sul webserver
* Conclusioni e valutazioni sul piano di Serverweb.net
Introduzione
ServerWeb.net è un’azienda relativamente giovane nel mondo del webhosting, nata come brand di EOS Net Srl, la storia della società milanese ci porta di fronte ad un gruppo di professionisti del settore IT che hanno deciso di unire le loro forze per avviare un marchio di qualità nel settore hosting.
Nessun stupore a trovare dietro al brand (NOTA: subentrato all’interno dello staff) Cristiano Gatti, imprenditore del settore webhosting, che dopo aver creato e ceduto una compagnia di successo, ha deciso di entrare in Eos Net per arricchire i servizi della società con la visione e l’esperienza di chi ha lavorato agli albori del settore.
ServerWeb è specializzata in soluzioni hosting professionali, reselling e fornitura di ambienti virtuali VMware, tuttavia la compagnia fornisce anche un piano lowcost dal costo di 23 Euro annui.
L’azienda ha effettuato un grosso investimento iniziale per dotarsi di una infrastruttura in cluster, con la quale gestisce tutte le soluzioni hosting, dal lowcost al servizio professionale, scelta inusuale e di grandissimo valore aggiunto, come vediamo nel seguito della recensione.
Caratteristiche
Nome del piano: Piano Hosting base cPanel Linux
Spazio web: 500 MB
Traffico mensile garantito: 10 GB
Database MySQL utilizzabili: 1
Account di posta: 6
Backup manuale: si
Account FTP: 3
Sottodomini: 1
Backup automatico del server: si
Costo: 23 Euro + IVA annui
Opzione Soddisfatti o rimborsati: Si
Si tratta di risorse standard per l’installazione dei CMS più comuni e il mantenimento di siti di piccole dimensioni.
I piani non vengono attivati su singoli server, ma all’interno di una struttura in cluster, soluzione utilizzata dall’azienda per tutti i propri piani in shared hosting.
Dopo aver concluso la recensione abbiamo voluto chiedere all’azienda come avviene l’host di questi piani e quali precauzione vengono prese per il carico dei server, pubblichiamo la risposta ricevuta via email:
Si ragione non tanto a numeri di siti ma a risorse occupate. Se su una macchina per esempio 10 siti business occupano già un carico da noi deciso a priori che è massimo 1.5 (load) circa, quella macchina non sarà più popolata da nuovi siti
Idem per il low cost. Se invece su una macchina con 250 siti è a 0.8% di load, allora ne inseriamo altri.
Nel momento in cui il load và fuori policy, migriamo qualche dominio da un server ad un altro senza chieder nulla al cliente in quanto la migrazione è interna e non si accorge di nulla. Se però il problema è un sito mal configurato (script esosi di risorse perchè non ottimizzato), scriviamo al cliente chiedendo di sistemare la situazione.
Connettività e uptime del piano shared hosting Serverweb.net
ServerWeb.net si appoggia alla webfarm di Kpnqwest di Milano, una dei data center più conosciuti, al suo interno l’azienda dispone di racks con doppia alimentazione e accesso a più carriers per la connettività di rete, una soluzione che ci spiega le ottime performance ottenute sul fronte della connettività.
Abbiamo iniziato a monitorare il piano di ServerWeb.net in data 2 maggio 2009 e abbiamo concluso in data 26 Settembre 2009 il monitoring tramite Pingdom.com, ottenendo un valore di uptime del 99.88%, un ottimo risultato che posiziona il nostro piano lowcost con un downtime di quasi 3 ore in oltre 4 mesi di test.
*****nostra nota: non riusciamo a capire come sia possibile un uptime così vergognoso.
Abbiamo verificato la history dei down macchine (non hardware) e ci risulta, come notificato sul ns forum,
un down di quel server, il 22/05 (link) e il 19/9 (link).
.Un down Apache e un down ping per spostamento server da un nodo ad un altro nodo.
non vorrei che vi fosse stato un ban di qualche IP di pingdom visto che non riusciamo a trovarne una valida spiegazione.
Soprattutto per un down rete di 2 ore …alto davvero..
Altrettanto buona la latenza riscontrata, parliamo di un tempo medio di risposta del server di 106 ms, con un picco minimo di 82 ms e uno massimo di 146 ms, tra i valori più bassi che la redazione di HostingTalk.it abbia trovato nella prova di una soluzione di shared hosting, sempre considerando che il check viene eseguito da più continenti ogni minuto.
Il ping eseguito da una connessione ADSL wholesale di Telecom Italia riscontra una latenza che va da 54 a 59 ms, più che accettabile. In download, con un file da 50 MB abbiamo raggiunto i 600 Kbit/s, sempre tramite il collegamento di una linea ADSL residenziale wholesale.
Assistenza Serverweb.net
Serverweb.net fornisce assistenza tramite chat, email, ticket, forum e telefono.
Nel caso del piano lowcost non abbiamo a disposizione l’assistenza telefonica ma una pagina molto chiara del sito della compagnia (http://www.serverweb.net/supporto-faq.p
L’azienda dichiara di fornire un controllo automatico e umano completo sui propri server, in modo da verificare istantaneamente eventuali anomalie.
Per testare l’assistenza abbiamo aperto un ticket generico per la richiesta di aggiunta al database MySQL di un file .sql da 10 MB: non abbiamo volutamente fornito spiegazioni alla compagnia, e abbiamo indicato in seguito la impossibilità di eseguire l’operazione tramite timeoute.
L’apertura del ticket, alle ore 18.46 di Sabato 18 Settembre, abbiamo ricevuto risposta alle ore 18.59, a 15 min esatti di distanza: il supporto, ci ha suggerito di procedere tramite phpMyAdmin, al secondo ticket, con nostra spiegazione dell’impossibilità dovuta ad un timeout di phpMyAdmin, abbiamo ricevuto il supporto completo dell’assistenza, oltre ad una risposta che ci ha particolarmente soddisfatto e riportiamo di seguito:
Una spiegazione che ci ha sorpreso e ci ha mostrato molta chiarezza e professionalità da parte dell’azienda.
Come specificato il servizio lowcost fornisce all’utente tutti gli strumenti necessari per lavorare in completa autonomia, l’assistenza ha quindi fornito una prima risposta indicativa degli strumenti a noi messi a disposizione, con l’indicazione del procedimento.
Da notare che il supporto ha provveduto anche all’individuazione del database e dei dati di accesso ad esso dall’installazione di Joomla presente sull’account, dati appositamente omessi da noi per vedere quale fosse il comportamento dell’assistenza.
Con una risposta di soli 15 min al nostro ticket e un comportamento altamente professionale, ci sentiamo di suggerire pienamente questo piano hosting, il cui standard di servizio nell’assistenza è ben più alto della categoria di appartenenza e solitamente presente per piani il cui costo sale a qualche centinaio di euro annuali.
Siege -t10M -i -c50 -d30 (50 utenti contemporanei)
Lifting the server siege… done.
Transactions: 4367 hits
Availability: 100.00 %
Elapsed time: 600.01 secs
Data transferred: 23.17 MB
Response time: 0.33 secs
Transaction rate: 6.33 trans/sec
Throughput: 0.05 MB/sec
Concurrency: 2.35
Successful transactions: 4034
Failed transactions: 0
Longest transaction: 1.50
Shortest transaction: 0.06
siege -t10M -i -c100 -d30 (100 utenti contemporanei)
Transactions: 18679 hits
Availability: 100.00 %
Elapsed time: 600.11 secs
Data transferred: 181.30 MB
Response time: 0.31 secs
Transaction rate: 16.94 trans/sec
Throughput: 0.10 MB/sec
Concurrency: 4.64
Successful transactions: 17564
Failed transactions: 0
Longest transaction: 3.78
A cura di Stefano Bellasio hostingtalk.it
GRAZIE DI NUOVO!! by Eos Net srl
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Girando tra i logs di apache per leggere i refer, ad un certo punto notiamo uno strano link non italiano.
La curiosità di capire perchè qualcuno aveva visitato il ns sito da quel link, ma soprattutto sapere di che sito si trattava, era altissima.
Apriamo il link e notiamo un titolo legato al ns settore e alla nostra amata Italia
Fastest Italy Hosting Companies
Parliamo tra di noi per capire se qualcuno avesse segnalato il ns sito a questo blog.
Nessuno lo ha segnalato.
Nessuno lo ha mai visto, nessuno ha mai contattato questi signori.
La domanda è ancora appesa ad una lanterna luminescente natalizia….
…forse qualche buon angelo di cliente ha segnalato il ns sito?
Grazie:) visto che ci indica come uno dei più veloci hoster italiani, precisando, dalle loro postazioni
Speriamo un giorno di capirne la motivazione.
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Non siamo dei grandi VideoMakers e ci scusiamo per la qualità del video proposto.
Con questo piccolo video vogliamo solo far vedere la semplice operatività del ns pannello gestione domini .it.
Esso che comunica con il Registro in tempo reale sia per le modifiche dei nameserver, sia per le modifiche dei contatti.
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Con gioia siamo ad informare che è stato pubblicato il pannello Sincrono “gestione domini .it”.
Il cliente (rivenditore, ex maintainer, cliente finale) potrà tramite login e password, le medesime dell’area clienti shop, accedere al pannello AREA CLIENTI DOMINI.
Appena entrerà visualizzerà la lista dei domini e le operazioni da eseguire su di essi:
AUTHINFO – MODIFICA NameServer – MODIFICA DATI – MODIFICA Registrante
Modifica dati in tempo reale:
si intende la possibilità di modificare i dati completi dell’admin e del registrante (meno nome e cognome)
Le modifiche non comportano nessun addebito.
A seguito modifica sarà memorizzato nel database l’ip di connessione e le richieste dei dati modificati.
Modifica Registrante:
si intende la modifica completa dell’intestatario dominio.
La richiesta modifica Registrante genererà un ordine online dell’importo equivalente alla registrazione di un dominio .it.
La modifica del Registrante, sarà abbinata all’accettazione delle regole privacy come per la registrazione di un nuovo dominio
Nel ns database si memorizzerà l’ip del richiedente, i nuovi dati, i vecchi dati, le clausole accettate.
A pagamento avvenuto sarà nostra cura inviare la richiesta al Registro in modalità Sincrona
Modifica Nameserver in tempo reale:
Le modifiche non comportano nessun addebito.
Modificare i nameserver solo se si è certi di cosa si stà facendo.
La modifica avviene in tempo reale.
Selezionare i nameserver da cancellare e inserire i nuovi nameserver.
Se i nameserver sono con estensione .it, vi verrà richiesto in automatico i relativi IPs
Inviare al Registro nameserver non funzionanti (autoritativi) significherà creare un disservizio al Vs dominio.
Richiesta in tempo reale del proprio AuthInfo
AuthInfo è un codice che viene assegnato ai domini successivamente alla registrazione/trasferimento.
Si prega di memorizzarlo come da regolamento del Registro dei domini TLD.it (www.registro.it).
Per policy è ns dovere inviare il codice via email. Per sicurezza riceverete via email la notifica di entrare nella Vs area riservata
e visualizzarlo. Esso sarà sempre disponibile.
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